SO_FITTO

Oggi sembra uno di quei giorni speciali, c’è un’atmosfera diversa, e la nebbia sembra aver dato tregua facendo spazio ad un sole caldo quasi primaverile; almeno questo è quello che ho pensato appena ho messo i piedi sul suolo che porta al luogo in cui mi procuro da vivere ed esprimo la mia creatività; poi però una delle mosche bianche da Sabato mattina, ha condiviso con me l’idea del caffè e tra cataste di parole e malloppi di riflessioni è venuto fuori che quei raggi di sole non sono una casualità ma il dono di un Dio nei confronti di un generoso ed altruista San Martino, che tagliando con la sua spada il suo caldo mantello, lo ha donato come atto di assoluto altruismo ad un mendicante, infreddolito da un novembre rigido e cupo; per questo gesto Nobile oltre che gentile, per tre giorni ogni anno sarà primavera nei giorni precedenti al 13 novembre, cosicché neppure San Martino in sella al suo cavallo subisca il freddo, con metà del suo mantello.

Il tredici novembre ha una bella storia da raccontare ma non un bel suono; insomma non come quei giorni speciali del mese tipo il sette/Settembre, l’otto/Ottobre, il Nove/novembre ed il dieci/dicembre ma in compenso è la giornata mondiale della gentilezza!

Io sono un grande sostenitore che “ la gentilezza va praticata a casaccio, proprio come gli atti di bellezza privi di senso ”

È uno stile di vita, una vera e propria mission, che volge a stare in armonia con se stessi ma soprattutto educare chi riceve, ad un atteggiamento più amorevole ed altruista, abitudini appartenenti ormai ad un’altra epoca.

“Chissà quanti amici ha lei, così gentile!”

Erano le 15:08 di metà ottobre ed ero appena atterrato a Bologna dopo un viaggio di venti giorni nella mia tanto amata FORMENTERA. Eravamo come sardine nel bus che dall’aereo porta i passeggeri in aeroporto, e di fatto ero a pochi centimetri da un uomo sulla settantina tanto garbato che parlava silenziosamente con la moglie, quando con un movimento irregolare, ostacolato dal fatto che fossimo l’uno attaccato all’altro, non riusciva ad infilare il secondo braccio nella manica della giacca a vento che la moglie le aveva dolcemente passato! Io ero esattamente dietro di loro e vedendolo in difficoltà, in soprappensiero, non ho esitato e l’ho aiutato ad infilare la seconda manica, tendendo la giacca in modo da rendere il movimento agevole; Avendo l’uomo di spalle, ho scorso subito il sorriso complice della moglie difronte a me, ed io nonostante le mascherine ho visto nei suoi occhi stupore e gratitudine, essendo poverina ostacolata dai bagagli.

Lui, incredulo, con voce sorpresa rivolgendosi alla moglie difronte a lui esclamò “ ma chi mi sta aiutando ?!? “

Lei, compiaciuta disse “ un ragazzo gentile!”

Ricordo di essermi fatto piccolo piccolo! Non sono più abituato alla riconoscenza, e per il semplice fatto di avermelo fatto notare, ero praticamente diventato bordeaux, così per uscire dall’imbarazzo in cui mi ero cacciato, ho sminuito il gesto puntando tutto sulla “deformazione professionale “.

E lui voltandosi verso di me, mi disse la frase con cui ho esordito, di cui avrò sempre un bellissimo ricordo.. “Chissà quanti amici ha lei, così gentile!”

Quello fu un momento davvero felice per me, era la ciliegina su una torta da almeno venti fette con su scritto “ FORMENTERA 2021”; ricordarlo poi nel giorno mondiale della gentilezza è un po’ come spegnere una candelina ed esprimere un desiderio, ma se spengo la candela temo torni il buio, come la notte appena trascorsa!

Fuori c’è un sole caldo e solo qualche ore fa il buio pesto! ho imprecato tutta la notte!!! Ed ero certo che oggi sarei stato più nero del mio outfit total black!

Praticamente, il mio outfit è un prosieguo della notte precedente come se il mio orologio biologico fosse slittato qualche ora più avanti! Quindi la mia mezzanotte è un po’ un mezzogiorno, ed il mio calendario seguisse un arco temporale parallelo.

Così nella scorsa notte ero già proiettato verso una di quelle notti in cui “se Morfeo vuole dormirò più di cinque ore”; sembrava davvero la serata perfetta, tutto era andato nella direzione giusta, fin quando non è arrivato Eolo, Dio del vento, con l’atteggiamento di chi vuol spazzare via tutto, tanto da snervare me e contemporaneamente l’assonnato Morfeo.

Pensai “ Ed anche oggi, dormiamo domani ! “

Brutto destino quello dei sognatori senza sonno, costretti a sognare ad occhi aperti; il mio soffitto finirà per venirmi addosso, se non la smetto di fissarlo! Fossi in lui sarei crollato già un pezzo; e son certo che starà pensando: “..ma che cavolo avrà da fissarmi sto qua tutto il tempo?!”

Ma evidentemente “So fitto!!”

fitto1 /fìt·to/ aggettivo

1. 1.
Costituito di elementi estremamente ravvicinati e tali da limitare notevolmente o addirittura escludere ogni possibilità di penetrazione o distinzione; folto, denso: una f. boscaglia; un tessuto assai f.; una f. nebbia; notte f., quando per la nuvolosità è impossibile scorgere la luna e le stelle; anche s.m..”nel f. della folla”

2. 2.
Immerso, conficcato.

Insomma sono FITTO! Ma questo l’ho ben capito! Poi le mie ultime settimane son sembrati otto mesi, un caos che non si può spiegare, un’intreccio di imprevedibili variabili hanno caratterizzato ogni mia scelta, ed ogni singolo stato d’animo.

Ho l’impressione che il futuro non sia più così sorprendentemente lieve, son passato dal “prevedere al preoccuparmi “

Solitamente chi pre_vede, vede qualcosa prima che accada, invece io mi sto pre_occupando di qualcosa che ancora non è accaduto!

E così rischio di arrivare al futuro già stanco!

Come se camminassi da giorni senza conoscere l’itinerario, ogni tot metri un nuovo bivio, e le continue domande se è questa la strada giusta o se devo invertire il senso di marcia, e ripercorrere al contrario il percorso già fatto, ma non amo ritornare sui miei stessi passi!

non sono mai stato bravo a ricordare le filastrocche e per certi versi non sono mai stato il tipo da frase per ogni occasione, ma la teoria del “ chi lascia la strada vecchia per quella nuova, sa quello che lascia e non sa quel che trova..” la conosco bene; fin troppo! Premesso che è vecchia quanto il mondo quindi praticamente sulla bocca di tutti, ma non nella testa!

“ Mal comune mezzo gaudio ” dicono!

Perciò non sono l’unico a vagare disorientato, lungo il percorso della vita, mi ritrovo mio malgrado a condividere intervalli temporali con avventurosi e curiosi, desiderosi di percorsi rischiosi e fallimentari più che evidenti!

Così giustifichiamo a noi stessi scelte sbagliate , assegnando le colpe a quei famosi treni che passano una sola volta, quelli che si devono prendere al volo o non torneranno mai più; come affamati di alibi attendiamo il treno che va da qualche parte, come se alla prossima fermata ci siano le attese soluzioni ai nostri intrecci emotivi ed invece ci aspettano lunghi viaggi, in vagoni freddi e seggiolini scomodi, che sarebbe quasi meglio restare in piedi, guardando dal finestrino, sognando di saltare giù dal treno in corsa; “ chi m’ha cecato di salirci !!!! “ dicono poi..

Hai voluto la bicicletta ora però sei sul treno, e precisamente siamo all’undicesimo vagone di un treno che va lontano, dove non si può sapere;

Non amo star fermo mentre il treno corre, così iniziò a muovermi, vado controcorrente, mentre il treno va in una direzione, io ci cammino nel suo interno, nel senso opposto, curioso di quello che potrei trovare nel dodicesimo ed ultimo vagone.

Sono speranzoso anche se un po’ preoccupato, il dodicesimo vagone potrebbe essere identico a quelli precedenti, stessi posti a sedere, praticamente la stessa classe, ma li son certo che la temperatura è differente, c’è un clima natalizio, dunque si respira un’aria di festa.

È risaputo che nel vagone numero otto e nel dodicesimo il clima è festoso, son vagoni speciali in cui uno ha il clima più caldo e l’altro ha le temperature più fredde, e questo crea presupposti migliori per rendere il viaggio diverso rispetto agli altri dieci vagoni;

Ma in fondo siamo noi stessi ad essere diversi in condizioni differenti, così come ad agosto in piena estate con i piedi nel mare e a dicembre tra la neve, il Natale e tanto atteso capodanno, gli incontri con gli altri passeggeri fa diventare tutto più bello e solitamente questi ultimi più interessanti.

Io personalmente diffido dai vagoni speciali, in quei vagoni lì, tutto appare più bello, ma è una sensazione amplificata, che nasconde tante insidie; a quei vagoni li seguono giornate tristi! Non sempre è il clima di festa a rendere i dodici vagoni più interessanti, c’è chi è in continua ricerca di emozioni che, anche nel vagone più triste e desolato di un intero anno, trova in se stesso una capacità di adattamento tipico dei viaggiatori.

Poveri viaggiatori, una categoria bersagliata! Come i sognatori tra l’altro!!

Quante cose li accomuna, il più delle volte non hanno un’aria felice; per questo alla loro immagine, viene spesso associata la malinconia;

nello zaino stracolmo di cose e pieno zeppo dei pregiudizi altrui, portano tutta la loro fragilità, mentre il mondo vede la loro inaffidabilità, come vagabondi, trasandati, con l’aria di chi vive in maniera sregolata.

Il loro viaggiare alla ricerca di se stessi trasmette dubbi e il loro modo di vivere non viene compreso, spaventa, allontana, sembrano non volere legami, inafferrabili come se fuggissero da tutti, eremiti solitari, vengono macchiati da quel senso di cinismo, che li vede pronti a fuggire lontano dagli affetti alla ricerca del nulla, egoisti e non curanti di chi vorrebbe averli al loro fianco, scappano da se stessi, ermetici, scappano da chi li ama; io invece in loro mi rispecchio quando invece di afferrare lo zaino, chiudo la porta di casa dietro di me lasciando il mondo fuori, alla ricerca del mio io.

io i viaggiatori ed i sognatori li riconosco subito, son quelli che siedono dal lato del finestrino ed hanno gli occhi pieni di speranza, si perdono ma si ritrovano sempre, volano alto ma hanno i piedi ben saldi a terra, piangono ma per gioia, e non ridono degli altri, son gentili e galanti, ti cederebbero il loro posto volentieri, e anche se con cuore spezzato, sanno ancora amare!.

Luogo e data : Loft AE – estate di San Martino – giorno tredici, vagone 11, anno 2021 – ora reale 16:30

Link : Niccoló Fabi di Lucio Battisti – la collina dei ciliegi

Link : https://youtu.be/jn2h030h-sA

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...