Pane e piccole cose

– La kasa dei colori –

Son seduto ad tavolo, in un Ciringuito sulla spiaggia di Formetera, è ora di cena ed una coppia di fronte a me, si scambia sguardi e sorrisi che per un osservatore e sognatore come me è fonte di ispirazione per i miei viaggi mentali;  molto spesso questi si trasformano da semplici curiosità a spunti di riflessione e perché no, un bell’articolo!

Son belli insieme questi, nulla di particolare eh, lui un po’ paffuto, lei decisamente più bella di lui, sarà stato il fascino del capello riccio; insomma due personcine per bene, decisamente semplici.

intuisco da piccoli gesti che, hanno appena cenato e lui ha qualcosa tra denti, sono buffi;  lei prova a spiegare a lui in quale punto esatto dei denti, ci sono evidenti residui di cibo, lui non ci capisce nulla. Riconosco una certa difficoltà nel spiegarlo, non saprei come si potrebbe dire a parole per farmi capire. 

A proposito di questo, tra le tante cose che sto imparando, quella della “ maestrina carina e gentile ”, mi ha insegnato che c’è una sorta di codifica che divide la nostra dentatura in quattro parti, due superiori e due inferiori e si può usare una sorta di codice per individuare il punto esatto; come nella battaglia navale, A13 mancato! 

“Tra B11 e B12, hai la rucola in vista! “

Fantastica sta cosa ! (È una delle piccole cose che custodiró gelosamente)

Ad un certo punto desideravo alzarmi ed andare dal paffutello e spiegargli come funziona il gioco “della battaglia dentale”. 

Insomma questa appartiene a quelle piccole cose che adoro, la complicità e la possibilità di far diventare un sorriso con residui di cibo, l’opportunità per divertirsi, relazionarsi e dolcemente amarsi.

“Sei sempre il solito sentimentale!!” dice la vocina nella mia testa; prima o poi crescerò anche io, la smetterò di guardare la gente, osservarla per trarne insegnamenti e spunti.

Anche perché in fondo viviamo con la convinzione di dover compiere grandi gesti per diventare grandi e potenti mentre io al contrario di tutto, vivo di pane e piccole cose! 

Il mio dirimpettaio è il direttore della società “taldeitali”, il marito di un’amica è il titolare di un ristorante in centro, mio cognato è primario, mio cugino è un’attore, conosco calciatore X che mi darà la maglietta!

Tante, forse troppe, inutili ed insignificanti proiezioni di vita, di cose che non solo non ti appartengono, ma sono praticamente irrilevanti. 

Meccanismi contorti ci bombardano, esaltando aspetti di vita quotidiana che servono ad aumentare un ego apparente, utile solo a riempirci la bocca di cazzate. 

Cosa spinge la gente a vivere secondo queste logiche!? 

Il desiderio di sentirsi importanti e potenti prima di tutto, illudendo soprattutto se stessi! Come stampare le proprie foto, ritagliare la propria sagoma ed incollarla in posti mai visitati per poter riempire i propri vuoti di bugie esaltanti, non sarebbe meglio arricchirsi di storie altrui, ascoltando le esperienze di amici e conoscenti; non sarebbe meglio leggere un libro!?

Poi ci sono gesti semplici, che restano impressi nelle menti e nei cuori; gesti umili e profondi, “le piccole cose” come le chiamo io, azioni mosse dal cuore che stupiscono perché controcorrente! Il tennista Djockovic che fa accomodare un racchettapalle di fianco a lui e togliendogli l’ombrello parasole dalle mani, gli passa la racchetta ed una bibita energetica fresca, invertendo le parti anche solo per qualche secondo; Atleti esemplari alle olimpiadi o ancora di più alle paraolimpiadi che si aiutano nonostante la competizione, condividendo sacrifici, dolori e vittorie, che sana lezione di vita!

Poi la tv ci porta a Kabul, e l’immagine di un padre con il figlio tra le braccia fa il giro del mondo; cosa avrà fatto di così speciale, vi chiederete?! Tutti i padri portano in braccio i propri figli; ma alzare tuo figlio al cielo, consegnandolo per sempre alle mani di uno sconosciuto, sperando possa dargli la salvezza che non puoi più dargli tu è la più alta forma di amore di un genitore verso il figlio ma anche la più straziante forma di disperazione. 

Kabul in queste ultime settimane ci ha insegnato quanto coraggio serva per lasciare andare chi si ama. Roba da far male e togliere il fiato, anche solo a guardare.

E nel gran calderone della nostra quotidianità, ci sono anche ingredienti magici che addolciscono, esaltano i sapori e creano percorsi emozionali per il palato;  

ci sono delle parole tanto semplici quanto profonde; avrei potuto passare i miei prossimi settanta giorni ad elencarle ma ho selezionato una piccola lista di cose che come piccoli granelli di sabbia creano una spiaggia, e tutta la magia sta nel fatto che inebria non solo chi le riceve, ma anche chi le pronuncia…..

Vuoi una caramella? 

Ti devo far sentire una canzone bellissima.

Fai sogni belli 

Vengo a prenderti io, non preoccuparti.

Fammi uno squillo quando arrivi ! 

Adesso riposati, ci pensiamo domani.

Prendilo tu, io son sazio.

Lascia che ti aiuti, è pesante!

Ho fatto il pieno alla macchina.

Te li do io i soldi che ti mancano per il viaggio.

E’ pronta la cena, corri!

Metto il sedile avanti? Stai stretta?!

La macchinetta del caffè è pronta, devi solo accendere il gas.

Ho chiuso io la porta.

Ma tu come stai?

Tieni la mia sciarpa, io sto bene.

Bevi prima tu. 

Non sarai un po’ leggera vestita così?

Prego! 

La prossima volta andrà meglio, vedrai.

Vai piano!

Ho messo il tuo pijama sul termosifone.

Lo so che adesso ti manca e ti senti morire, ma passerà.

Devi solo accendere il gas.

Ti va di parlare?

Mi vesto e arrivo.

Hai visto che bella la Luna stasera

Grazie di cuore! 

Non chiamare il tecnico, vengo io.

Sei bella quando sorridi. 

Non ti preoccupare, tutto si sistema! 

Volevo sentirti.

Ti spalmo la crema dietro altrimenti ti scotti.

Alzati con calma, vado a preparare la colazione! 

Dammi 5 minuti e sono da te.

Tieni, mangialo tu. Io non ho più fame.

Se vuoi ti faccio compagnia.

Vado a controllare io se è chiuso il gas.

Sei sicura che va tutto bene?

Buonanotte

Fatti una bella doccia, così ti riscaldi.

Spero tu stia bene!

Dammi il trolley, lo porto io.

Scusa!

Non preoccuparti, me ne occupo io!

Parto un po’ prima, così quando arrivi mi trovi in stazione.

Ho portato dei panini così se ci viene fame.

Questo vestito ti sta benissimo!

Non sono stanco, andiamo!

Vieni a pranzo, ti aspetto?

Buongiorno, chiamami quando ti svegli.

Vado io! 

Vorrei vederti sempre felice, come adesso.

Ho sbagliato, scusa! 

A domani.

Luogo e Data  : 27 settembre 2021 03:09 Apartamento Timon – FORMENTERA –

Colonna sonora : Niccoló Fabi – una somma di piccole cose 

Link : https://youtu.be/5uhkcISvbI0 

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