SERENDIPITA’

– Donare è un gesto d’amore –

Oggi per la seconda volta in quaranta giorni è il mio onomastico, come consuetudine ormai da decenni, il giorno del mio onomastico è sempre una giornata di merda! Incredibile ma vero! Nulla contro il Santo in questione, è una coincidenza che ormai è diventata sempre più una costante!

Premesso che non ho mai amato il mio nome, non fin quando ho scoperto il suo significato, ed essendo figlio di un territorio ad alta probabilità sismica ho dovuto ereditare oltre la genetica anche il nome di mio nonno; il quale portava questo stesso nome come forma di devozione per il santo patrono protettore del terremoto!

In effetti mio nonno è figlio del terremoto del 1930 ed io concepito circa 800 giorni dopo quello dell’80, questi due dati dimostrano e confermano la mia tesi che da grandi sciagure e distruzioni nascono grandi opportunità!

Naturalmente sono ironico, ma riguardo le opportunità sarebbe opportuno imparare a coglierle, essere dotati di buona pazienza e predisposti a ricominciare dall’instabilità delle macerie!

Gli sciacalli a mio avviso sono degli ottimisti! Loro non vedono il crollo delle loro sicurezze, non piangono per campanile della chiesa o la casa della nonna, loro nel disastro vedono l’opportunità di trovare oggetti di valore da rubare.

A me non è mai piaciuta la teoria su cui si basa lo sciacallaggio, non ho mai immaginato di approfittarmi di un disagio altrui! Andare alla ricerca di portafogli smarriti dopo un concerto o una partita allo stadio lo trovo disgustoso! Una volta ho trovato un portafogli su una pista ciclabile a Rimini mentre giravo in bici dopo cena, evidentemente a qualcuno si è sfilato dal pantalone e l’ha perso! D’istinto l’ho raccolto e messo nel cestello anteriore poi però l’ho consegnato ad una pattuglia di vigili che dopo 2 ore e quarantasettemila domande mi hanno lasciato andare col sospetto che avessi sottratto io il malloppo all’interno visto che era praticamente vuoto! Magari era già stato svuotato da qualcuno prima di me e lasciato sulla pista ciclabile.

Povero me! io sono più un tipo che confida di andare per campi in cerca di fragoline di bosco ed inciampare in una vecchia cassa piena zeppa di monete d’oro!

Sono un povero illuso!

“Se vuoi trovare il tesoro devi scavare!!!! “

Un po’ come accade nelle miniere! si scava nella roccia tra fango e polvere con la schiena spezzata, alla ricerca di un ideale prima, un desiderio di cambiare vita, svoltare e sperare di trovare un diamante, prezioso, quello giusto, il diamante della vita!

Non si trovano diamanti guardando le stelle, soltanto in ginocchio con le mani nel fango si può andare incontro ad un destino di quel tipo!

Chi con perseveranza resisterà alla fatica, superando la stanchezza verrà ricompensato con una pietra preziosa!

Ma sai che bello uscire in giardino con l’intento di tagliare le erbacce e trovare una pietra preziosa, un diamante bellissimo?!

Di recente ho fatto una piacevole scoperta, un nuovo vocabolo il cui significato è racchiuso proprio all’interno di questa introduzione;

Insomma difficile da spiegare quindi faró copia ed incolla della sua definizione.

Il nuovo vocabolo in questione è Serendipità. Difficile da pronunciare ma la sua definizione vi sorprenderà, (giustamente!).

Con serendipity termine inglese si indica una sensazione che si prova relativamente al fare una felice scoperta non pianificata e dunque, una sorpresa piacevole! Quindi l’occasione di fare felici scoperte per puro caso ma anche, il trovare una cosa non cercata e imprevista mentre se ne stava cercando un’altra.

Oltre a essere indicata come sensazione, la serendipità indica anche il tipico elemento della ricerca scientifica; quando spesso scoperte importanti avvengono mentre si stava ricercando altro.

Portando alle estreme conseguenze il concetto di serendipità/casualità delle scoperte scientifiche, in contrapposizione al metodo dell’indagine sistematica, si può arguire che in ogni scoperta, come del resto in ogni aspetto della vita reale, deve essere insito qualche elemento di casualità:

se il ricercatore sapesse già esattamente quello che sta cercando, non avrebbe bisogno di cercarlo, ma gli basterebbe avere una conferma di una realtà che già prevede esista. In questo senso una nuova scoperta scientifica ottenuta mediante intuizione o serendipità da un ricercatore è cosa sostanzialmente diversa rispetto all’ottenimento di una conferma sperimentale di un evento mai osservato prima, ma previsto – da uno scienziato – in base all’estrapolazione di una teoria basata sull’interpretazione di altri eventi noti correlati.

Una famosa frase per descrivere la serendipità è del ricercatore biomedico americano Julius H. Comroe: «La serendipità è cercare un ago in un pagliaio e trovarci la figlia del contadino »

Credo che personalmente questa parola probabilmente del tutto sconosciuta per la totalità o quasi delle persone che mi circonda, sia per me invece, uno stile di vita! (Spesso non accettata, o difficile da comprendere…)

L’attitudine a sorprendermi per tutto ciò che mi ruota intorno, il saper coglierne gli aspetti e apprezzarne con stupore e gratitudine la scoperta! Ogni giorno difronte al cassetto dei calzini penso “Chissà se oggi travestita da cliente incontrerò la madre di quelli che saranno i miei figli..?!”

Scelgo i calzini e senza persuadere o cambiare i programmi affronto la mia quotidianità sfidando il destino, la motivazione mi spinge a svolgere il lavoro che amo e la speranza mi porta ad immaginare di innamorarmi di due occhi complici!

Chiudo gli occhi in questo stesso istante e penso a quante cose sorprendenti son accadute proprio per serendipità e quanto mi hanno reso felice!

Una pioggia improvvisa in cui ti scopri felice di lasciarti bagnare, “quell’incontro casuale” davanti la banca mentre imbronciato vai a pagare la rata del mutuo , la vespa desiderata e mai cercata che finisce per vendersi da sola a te stesso, un vecchio amico incontrato quando vuoi isolarti e startene solo, la tua maestra delle elementari nella sala d’aspetto del dentista, una vecchia “nuova500” su cui non speravi più già ormai nello scatolo dei fallimenti ad un giorno arriva da te, andare in mansarda per portarci i tuoi rimpianti e trovarci i vecchi quaderni delle elementari, prendere lezioni di tennis da un maestro e trovarci un vero amico, uscire di casa per sfuggire al caldo e magari incontrare l’amore…

E se fossi io il diamante da trovare e raccogliere ?!

E se sto aspettando che qualcuno mi trovasse, senza cercarmi! Se è tutto qui il mistero!

Forse nessuno al mondo mi sta desiderando sul serio, altrimenti mi avrebbe cercato disperatamente, o semplicemente avrebbe usato ogni singolo strumento per trovarmi e gelosamente portarmi via! Forse finirò nelle tasche o nel cuore di qualcuno che fino ad un secondo prima di incontrarmi non sapeva neppure esistessi, ma dall’istante stesso in cui mi ha incontrato non ha fatto altro che desiderare di avermi tutto per se!

Magari è proprio così che sarà!

Chi lo sà ?! Ho sperato che qualcuno mi scoprisse, come un tesoro, che riuscisse ad individuare il potenziale prezioso, che scarnisse la parte rocciosa, e delicatamente senza intaccarmi e farmi a pezzi, ripulire intorno le cose inutili, fino a farmi brillare; confidavo in chi aveva tutti gli strumenti, ma non la pazienza e la volontà!

Riconosco il lavoraccio, comprendo che bisognerebbe essere abiliti minatori con braccia forti, ma a meno che il diamante non sia stato smarrito o rubato, è praticamente impossibile che un diamante si trovi senza fatica; insomma comprendo che scoraggia i pigri, solo ad immaginare, ci vuole un forte mordente, sembra un lavoro da esperti, da veri minatori ed amatori delle pietre preziose ma può interessare anche semplicemente a volenterosi o disperati in cerca di un futuro migliore.

Ecco svelato il mistero secondo il quale, almeno un cliente al giorno si meraviglia del fatto a detta loro “un ragazzo come te sia ancora scapolo “ ( personalmente preferisco la versione in inglese a quella italiana, meglio single che scapolo) “

Basta il potenziale ? È sufficiente ?

Quindi penso a me e alla mia inadeguatezza, e penso a quanto è difficile brillare per qualcuno; così questa notte vado a dormire con un pensiero, il gioco del “ se fosse “

Se fosse un colore quale sarebbe ?

⁃ Guscio di pettirosso

Se fosse uno strumento musicale ?

⁃ Una chitarra scordata

Se fosse una pianta?

⁃ un albero, come un cactus..

Se fosse una macchina ?

⁃ una vecchia nuova500..celeste!

Se fosse un oggetto quale sarebbe?

⁃ se fosse un oggetto sarebbe un diamante, con le sue molteplici sfaccettature, con i suoi riflessi, brillante e luminoso, dal valore inestimabile, raro e prezioso, ma proprio come un diamante tanto fragile e delicato!

Stanotte voglio sentirmi così….come se fossi un diamante!

Luogo e data: loft AE Onomastico triste parte seconda 00:39

Colonna sonora: Sergio Cammariere- tempo perduto- link https://youtu.be/J1Nidw5VFY4

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