FRA/MENTI

Cirinquito -Lungomare di Bari

Stavo pensando al fatto che oggi festeggio il mio onomastico per la settantacinquesima volta! Ovviamente i conti non tornano considerando che vivo su questo pianeta da solo trentotto anni. Invece è così!

È uno dei privilegio di chiamarsi “mezzo Dio” e per chi non lo avesse mai pensato, “Emi” vuol dire metà, ed io con l’umiltà che mi contraddistingue credo di avere la metà peggiore!

In compenso però posso vantarmi di poter festeggiare l’onomastico addirittura due volte l’anno , a distanza di un mese l’uno dall’altro! Ma ad essere onesti, nonostante le opportunità, il mio onomastico è sempre una mezza cagata, e non si smentisce ma, proprio come quello appena trascorso;

Oggi ad esempio, ho scoperto del mio onomastico intorno alle 19, fin lì tutto perfetto, per questo dico che è una mezza cagata! Ma vi racconto la prima metà, quella più bella, tralasciando la metà di merda che ha avuto inizio proprio quando ho preso coscienza del 5 luglio e di Sant’Emidio grazie ad un messaggio di mia madre. Naturalmente mia madre centra nulla, è sempre l’unica a ricordarselo, pertanto a lei va solo un meritato ringraziamento.

Devo ammettere però che la tecnologia ci sta sfuggendo di mano, pensate che l’ho scoperto del mio onomastico, quando mia madre mi ha scritto un messaggio da Instagram, (avete capito bene! Siamo proprio ridotti male!) il messaggio in questione diceva così “ Caro Emidio ti mando tantissimi auguri di buon onomastico 😘😘😘😘😘😘 “

Fino ad allora la mia giornata sembrava felice, insomma era iniziata davvero bene; approfittando della mezza giornata di chiusura del negozio, ho finalmente preso coraggio e a distanza di dieci anni suonati, dalla mia proclamazione, ho pensato di andare a ritirare la pergamena in segreteria!

Quanto siamo strani, “Tanti anni a desiderarla appesa alla parete di casa e poi una volta ottenuto il risultato, non si trova mezz’ora per andarla a ritirarla..” cit

Insomma direzione Bari, con un po’ di leggerezza e soprattutto in moto!

Vento in faccia, sole, caldo e tante cose a cui pensare; nel casco rimbalzavano pensieri belli, piccoli passi per ricominciare ad aprirsi, bottiglie di vino da aprire e tanti flash back!
Il modo in cui iniziai il percorso universitario; le tante preoccupazioni,nonostante il sostegno di tutti quelli che in quel momento storico mi volevano bene, ed oggi concludo con un viaggio in solitaria, io, due ruote tanti ricordi e un po’ di sana malinconia.

Appena sveglio avevo manifestato il desiderato di fare un tuffo a mare, visto che l’acqua è sempre poca per lei, così ho comunque indossato il costume sotto il jeans, non si sai mai.

Avrei sicuramente fatto bene a portare la mia papera gialla al mare considerando che non sa ancora nulla di me; ci siamo appena conosciuti, sta con me da dieci giorni ed ha capito già la mia estrema sensibilità che ahimè è anche la causa di tutte le mie difficoltà.

Durante questa giornata peró ho pensato molto, a tante cose, ed ho parlato anche con lei, la mia papera; le ho raccontato le mie debolezze, vorrei che lei mi aiutasse a superarle, facendomi galleggiare come lei sa fare bene. inoltre le ho chiesto di trasmettermi serenità, proprio come si fa con i bambini, e rendere la mia navigazione in questo mare in tempesta, come il momento del bagnetto per la stramaggioranza dei bimbi; “ il bagnetto con la Paparella gialla ed tutto è più sereno!”.

In realtà in questi dieci giorni ho constatato che la papera mi fa bene, la mia mente è leggera e sogna in grande, potrebbe addirittura rendermi una persona migliore.

Ad esempio stamattina nella Bari piena di angoli e spigoli, non ero così solo come credevo, avevo una Paparella gialla a dirmi che è tutto passato, ed una cavallo rosso imbizzarrito da domare per andare avanti, spiagge da invadere, cene da organizzare e appuntamenti da prendere!

La papera si è subito mostrata un’ottima compagna di viaggio, e non smentisce mai!

Ma tra una sgasata e l’altra, c’era spazio e tempo per rivedere un po’ anche tutto il mio percorso, universitario e non;

così una volta in facoltà, è accaduto qualcosa di mistico, tutto uguale, ogni cosa al suo posto! La facoltà di economia era come congelata nei miei ricordi proprio come l’avevo lasciata dieci anni prima, con una sola differenza, sembrava che il mondo si fosse fermato, ed io ho girato in pieno giorno per tutta la facoltà senza sentire il minimo rumore, senza incontrare nessuno, come se fossi l’unico superstite di una catastrofe! Incredibile, forse non l’ho mai neppure immaginato di poter girare completamente indisturbato in un edificio, di cui il mio ricordo era caratterizzato dai corridoi strapieni di ragazzi, vocii, risate e confusione;

oggi il nulla misto al silenzio; sentivo addirittura il suono delle mie scarpe di gomma, sul pavimento e non avevo mai notato facessero tutto quel rumore, è stato come se qualcosa volesse ridarmi un po’ di pace, come se l’università dopo tanto casino volesse coccolarmi e darmi la mia standing ovation !

È stato bello, anche quando ho pensato di aver fatto un viaggio a vuoto; il Covid ha svuotato anche le segreterie e non riuscivo a trovare anima viva; poi quello che sembrava un film horror è diventata una commedia lieto fine, Valerio uno dei pilastri per ogni studente di economia dal 1990 ad oggi, la prima persona che conobbi tra i corridoi che portavano agli uffici di segreteria, era lì con qualche capello bianco in più e lo stesso sorriso!

“ allora ti sei convinto dopo dieci anni! Se aspettavi ancora un po’, usavano la tua pergamena per pulire i vetri della facoltà “

nonostante i miei capelli ormai bianchi quasi quanto i suoi, mi son sentito un po’ matricola in quel momento, dimenticandomi per un attimo di tutto ciò che professionalmente ho fatto negli ultimi dieci anni, poi come una doccia di emozioni ho rivissuto in un millesimo di secondo tutti i passaggi salienti fino ad oggi. Una botta di vita, una secchiata di ricordi da togliere il fiato, poi “una firma qui e buona fortuna per la tua carriera ! “

Son arrivato in quella facoltà con un pulman della sita, un trolley pieno di paure e stavo uscendo con una pergamena arrotolata nello zaino, una marea di ricordi, un magone che faceva più eco della facoltà deserta ed un mazzo di chiavi Ducati in mano. “Una somma di piccole cose..” dice Niccolò, così per festeggiare ho portato la mia papera a pranzo ad un palmo dal mare, e li ho sorriso anche ai fallimenti, perché ogni percorso che si rispetti è fatto anche di cose da dover lasciare e brindato alle nuove opportunità di essere felice.

Insomma fino alle 19 ero un uomo sensibilmente provato ma sereno, poi, come ogni onomastico che si rispetti, nessuno si è ricordato di farmi gli auguri tranne la mia mamma e questa la dice lunga…

Ma Aristotele, idolo assoluto delle masse afflitte e sconsolate, nel giorno del mio settantacinquesimo onomastico mi suggerisce come reagire difronte a qualcosa che da un’altra prospettiva può sembrare inappropriata:

“C’è solo un modo per evitare le critiche: non fare nulla, non dire nulla, e non essere niente”

Ed io da tutto, son diventato niente.

Della serie “ L’acqua è poca e la papera non galleggia…”

Ci rivedremo un giorno al solito posto..!

Luogo e data : Bari/Rionero 5 luglio 2021 Sant’Emidio (1^)

Colonna sonora : Vent’anni – Maneskin

Link : https://youtu.be/6Bg3tlakzGo

Testo :

Io c’ho vent’anni

Perciò non ti stupire se dal niente faccio drammi

Ho paura di lasciare al mondo soltanto denaro

Che il mio nome scompaia tra quelli di tutti gli altri

Ma c’ho solo vent’anni

E già chiedo perdono per gli sbagli che ho commesso

Ma la strada è più dura quando stai puntando al cielo

Quindi scegli le cose che son davvero importanti

Scegli amore o diamanti, demoni o santi

E sarai pronto per lottare, oppure andrai via

E darai la colpa agli altri o la colpa sarà tua

Correrai diretto al sole oppure verso il buio

Sarai pronto per lottare, per cercare sempre la libertà

E andare un passo più avanti, essere sempre vero

Spiegare cos’è il colore a chi vede bianco e nero

E andare un passo più avanti, essere sempre vero

E prometti domani a tutti parlerai di me

E anche se ho solo vent’anni dovrò correre

Io c’ho vent’anni

E non mi frega un cazzo, c’ho zero da dimostrarvi

Non sono come voi che date l’anima al denaro

Dagli occhi di chi è puro siete soltanto codardi

E andare un passo più avanti, essere sempre vero

Spiegare cos’è il colore a chi vede bianco e nero

E andare un passo più avanti, essere sempre vero

E prometti domani a tutti parlerai di me

E anche se ho solo vent’anni dovrò correre per me

E sarai pronto per lottare, oppure andrai via

E darai la colpa agli altri o la colpa sarà tua

Correrai diretto al sole oppure verso il buio

Sarai pronto per lottare, per cercare sempre la libertà

C’hai vent’anni

Ti sto scrivendo adesso prima che sia troppo tardi

E farà male il dubbio di non essere nessuno

Sarai qualcuno se resterai diverso dagli altri

Ma c’hai solo vent’anni

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