Art 832 cc “La proprietà“

Giancarlo era un’omone…spalle larghe un po’ curvo…forse a causa della sua altezza …era pelato, non completamente, ai lati aveva dei capelli un po’ brizzolati e portava il pizzetto…  vestiva come un teenager, e lo ricordo con scarpette in tela, bermuda verdi con Tasconi e t-shirt nere con le stampe!…io lo incontravo spesso sulle scale, abitavamo nello stesso palazzo, o meglio io ci abitavo sul serio, lui veniva da Mariella una donna di una bellezza semplice, lei era un’artista, dipingeva! Erano fidanzati e vivevano li…ma non so se ci vivevano davvero oppure ci dormivano solo…erano una coppia anticonformista…lo si percepiva dal loro stile di vita…ma erano felici….forse! Lui aveva avuto un matrimonio e dei figli..forse poco più giovani di me….lei nulla di tutto ciò ….ma parlavano poco della loro vita privata e rispondevano ai miei buongiorno e buonasera sempre con sorrisoni e battutine prive di malizia…erano sempre solari, gente semplice! io Giancarlo lo ascoltavo con piacere, mi aveva preso a cuore e quando mi parlava aveva un modo colorato per raccontare le sue storie.. si esaltava con piccole cose, io lo catalogavo come un “figlio degli anni sessanta “; lui si che aveva tante cose da raccontare.. 

lui era un medico, di preciso non so in cosa si fosse specializzato ma di fatto sapeva tutto ed aveva sempre un modo bizzarro di raccontare..rideva per cose poco divertenti ed usava paroloni ed esclamazione da cartoons.

Lui aveva cambiato la visione che avevo io dei medici.. il mio al paese era anch’esso un’omone ma Giancarlo a differenza sua parlava una lingua diversa, nei suoi argomenti c’era la rivoluzione, il rock e roll, le droghe, il sesso e tante altre cose… il mio medico di famiglia invece era un po’ come il parroco e a lui davo del “voi” e sinceramente non l’ho mai sentito dire una parolaccia…. Giancarlo raccontava le sue esperienze da universitario quando divideva l’appartamento con “gente strana “ a detta sua nella napoli degli anni 70.

A volte penso come molti dei professionisti accantonano le loro esperienze da studenti, e diventano dei superuomini, mentre le loro vite sarebbero più divertenti se ogni tanto raccontassero di aver vissuto da fuori sede in qualche parte a condividere casa con gente di tutti i tipi…..(ma questa è un’altra storia). 

Era l’estate del 2006 quando le nostre vite iniziano ad intrecciarsi, io studiavo in qualche aula della facoltà per difendermi dal caldo dell’estate per l’ultima sessione d’esame sapendo che alla sera avrei cenato con lui e Mariella.. in quelle cene tra risatine e terrazzi ascoltavo molto e provavo a far colpo su di loro…erano delle amicizie speciali ed io ero lusingato ad avere la loro disponibilità… A loro raccontavo di me delle mie ambizioni e dei miei progetti…al contrario loro io non avevo molte esperienze da raccontare…però volevo in qualche modo presentare ciò che sarei voluto diventare…. e secondo me loro su questo ci giocavano un po’…in effetti avevo meno della metà dei loro anni… 

una sera ebbi la fortuna di incontrare Giancarlo nei pressi del portone del nostro palazzo…. lui era appena sceso di casa di Mariella ed io tornavo da una passeggiata con quella che era la mia ragazza… ero contento di presentarla anche a lui… lei viveva in un altra città e per me era bello incontrare gente che ormai apparteneva alla mia quotidianità e con piacere facevo le presentazioni…. 

Come tutte le coppie su questo universo presentai lei a Giancarlo come si fa solitamente…” Giancarlo lei è la mia ragazza…” beh quel giorno Giancarlo mi insegnò qualcosa di importante…… forse lui era stato chiamato nella mia vita solo per insegnarmi questa cosa qua…aveva questo incarico… 

“Lei è la mia ragazza “ ribattè 

“La tua, ragazza!!! È tua?! “ 

Io rimasi di stucco, non mi aspettavo una domanda del genere, piuttosto la gente a cui la presentavo si limitava a dire il proprio nome e piacere… Giancarlo non poteva mica essere così banale….allora continuò “ quindi è tua!? E dove l’avresti comprata?! “ io non sapevo come uscirmene provavo a mettere insieme qualche parola per nascondere l’imbarazzo, ma lui dilagò “ Lei non è tua, e non lo sarà mai….lei è soltanto sua, e di nessun altro! Ricorda, il possesso non vale per gli esseri umani; una bici può essere tua come una casa, una macchina, una maglia o una medaglia; puoi avere e possedere così tante cose per sempre ma sappi che lei non è tua.. e non lo sarà mai … così come tu non sarai mai suo….le persone non si posseggono! Il diritto di proprietà non vale per le persone…..” poi con un sorrisino le ha stretto la mano ascoltando il suo nome… e con fare gentile e spensierato si è dileguato dietro l’angolo perché era in ritardo per non so che…. 

Dedico questo articolo a te omone saggio che 12 anni fa mi hai svelato una delle cose che la vita ha insegnato a te e ti chiedo scusa se per tutti questi anni ho provato a contestare la tua tesi……credendoci sul serio!!

Giancarlo tu avevi ragione! 

 

Colonna sonora “ il tango della gelosia – Vasco Rossi “

Ore 3:53 

luogo immaginario: Largo Feoli Benevento 

i fatti e personaggi sono immaginari ma realmente esistiti, forse!

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