“Non è vero ma ci credo..”

Come una folla impazzita siamo ammassati in pezzo di mondo con problematiche e sogni da rincorrere! Affiniamo le nostre abilità per scappare da qualcosa o qualcuno … alla ricerca di una “svolta”…voler andare in qualche dove… come tante palle d’acciaio in un flipper dalle mille luci lampeggianti… arrabbiati con il mondo perchè magari “gira male” pronti a fuggire e sfuggire per ritrovarsi…poi chi invece deve e vuole rimanere ad un certo punto va via davvero e purtroppo non torna più ..

ognuno ha una storia da raccontare, un trascorso di vita che come un tarlo logora la mente… tutti abbiamo tasche da svuotare e quando provo ad ascoltare le storie degli altri, trovo un buon motivo per resistere e provare a rendere il mio domani migliore…

Siamo il risultato di scelte, giuste o sbagliate, comportamenti inutili o dannosi per se per gli altri …siamo maliziosi e superstiziosi e spesso diamo la “ colpa “ agli eventi, al caso o a qualche Dio per ciò che accade.. senza però considerare che a volte siamo noi stessi gli artefici di tutto…talvolta senza neppure saperlo! La sfiga, il fato, gatti neri e portafortuna…”non è vero ma ci credo”.. Chi non lo è..?! La superstiziose non dipende dalla cultura, etnia, classe sociale o professionale ma è riscontrata in tutte le popolazioni del mondo e in una grande varietà di forme.. Non è facile da spiegare..specialmente a chi non ci crede…..ma io che sono “uno scaramantico d’eccellenza” direi in sintesi che la scaramanzia è ogni atto al quale si attribuisce il potere, misterioso di favorire un evento positivo o di scongiurarne uno negativo….come toccare qualcosa che sia di ferro o “ i gioielli di famiglia “, indossare un indumento “portafortuna” , sono solo alcune tra le centinaia di superstizioni che l’uomo ha inventato….ma dato che adottare comportamenti superstiziosi non è sempre efficace, si tende a pensare che ci sia una qualche forza occulta che governa gli eventi…. Osservando i fatti però è evidente che il gesto superstizioso non è la causa di ciò che accade ed il buon senso dovrebbe suggerirci di smettere di praticarlo ma preferiamo insistere, nella speranza di sfidare le forze occulte del caso..e continuamo a mantenere comportamenti che risultano, secondo la ragione, del tutto inutile…

Non me ne vogliano i gatti neri incontrati nel corso della mia vita…non ho nulla contro di loro… ma ho necessità di non rischiare, e nell’incrociarli è inevitabile non mettere in atto il mio rito abituale….

Appunto quando adottiamo un comportamento superstizioso ci aspettiamo che il nostro atto influenzi gli eventi futuri. In realtà, questo accade di rado e la statistica ce lo dimostra. Ma la relazione tra superstizione ed evento atteso è del tutto casuale, non a caso tutte le disgrazie non sono precedute da un gatto nero che ci attraversa la strada…e nessun “grattaevinci” è vincente se vieni colpito dal piccione cecchino….

A proposito di piccioni a loro è spettato un ruolo fondamentale nella ricerca…. sono proprio loro le cavie della superstizione …

Infatti da alcuni studi scientifici si dimostra una connessione tra Animali e scaramanzia dato che l’animale riesce a rendersi conto che una sua particolare azione viene seguita da un evento. Se questo evento è per l’animale gratificante esso tenderà a ripetere il comportamento che lo ha provocato.

Uno scienziato di nome Skinner progettò delle gabbie, oggi conosciute dagli specialisti come gabbie di Skinner, con una leva la quale, una volta premuta faceva scattere un dispensatore di cibo. Essendo il cibo una ricompensa ben gradita, gli animali imparavano velocemente il trucco e passavano molto tempo a premere la leva.

Nel 1948 Skinner fece un particolare esperimento il cui titolo tradotto è “ La Superstizione nel piccione “.

Skinner mise un piccione all’interno di una delle sue gabbie. Questa volta però il dispensatore non era più collegato alla leva ma solo ad un meccanismo a tempo. Il cibo veniva quindi somministrato a intervalli prestabiliti indipendentemente da quello che faceva il piccione. Di conseguenza, l’uccello avrebbe potuto restare tranquillo ed aspettare l’arrivo del cibo; ed invece l’uccello cominciò a ripetere il comportamento che, in maniera del tutto casuale, stava facendo l’attimo prima che arrivasse il cibo. Sottoponendo diversi piccioni allo stesso esperimento, Skinner ottenne un individuo che girava su se stesso, uno che allungava il collo verso un angolo della gabbia, un altro che tirava su la testa con uno scatto, uno che sembrava spazzolare con il becco l’aria sopra il fondo della gabbia e due che dondolavano la testa. Skinner sapeva che l’arrivo del cibo dipendeva solo dal tempo ma il piccione no, ed aveva associato erroneamente l’arrivo del cibo ad un qualche suo movimento. Questo comportamento non era evidentemente la vera causa dell’evento voluto e infatti non era efficace nella maggioranza delle occasioni. Tuttavia l’animale insisteva nel ripeterlo. Si trattava di un comportamento superstizioso a tutti gli effetti…..

Pensate che lo stesso esperimento è stato realizzata a Koichi Ono dell’Università Konazawa di Tokyo utilizzando un campione di uomini in una stanza vuota con un tavolo ed una sedia… non vi dico cosa ne è venuto fuori.. ecco svelato il mistero del brano di Povia ” Più o meno come fa un piccione…”

Luogo: la gabbia d’oro

Colonna sonora : superstition – Stewie Wonder –

link: https://youtu.be/mo6LRLWUMwU

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