Ritorno dalla Luna

 

Il Cielo del Kuramathi Maldives.
coordinate geografiche  04°15′31″N 72°58′48″E.
Atollo di Alif Alif (Rasdhoo Atoll)

Lo dico con Estrema umiltà ma credo che qualcuno dell’ l’inteligens Americana legga il mio blog…Ovviamente sono ironico, altrimenti avrei scritto qualcosa a proposito del conflitto Usa ed Iran, che minacciano non solo la mia serenità ma il mondo intero.  Fra quattro ore da questo articooo scade l’ultimatum di Trump all’Iran, minacciandolo di raderlo al suolo e portarlo il paese all’ età della pietra . Che amarezza!!!!!

Di recente ho postato sul Instagram, un articolo scritto qualche tempo fa, uno di quelli  scritti, come sempre, tutto d’un fiato, dal titolo che dice un po’ tutto “ Mio padre ha visto il primo uomo andare sulla luna “ .

Un articolo che non solo racconta prospettive esclusive ma che si interroga sul perché non vi sia stata negli ultimi cinquant’anni e più, una nuova spedizione… 

Da qui il mio sospetto, che qualcuno dalla Nasa mi prende sul serio.

Insomma nel giorno del mio compleanno quindi il 10 aprile, la navicella Artemis II tornerà a casa dopo aver fatto un “ otto “ tra la terra e la luna.

Che cosa meravigliosa, anche se devo essere sincero, io in quella navicella soffrirei di infinite crisi d’ansia; l’idea dello spazio mi manda in Tilt, sarà che venendo da un altro pianeta conosco i disagi del viaggio ma, se chiudo gli occhi mi viene un po’ un misto tra ansia/magone/cagotto.

Al contrario i quattro astronauti sono tra gli uomini più invidiati del mondo, oltre ad avere il record mondiale perché nessun uomo è mai stato così lontano dalla terra, svolazzano nello spazio ad anni luce dalle proprie vite, alla ricerca di qualcosa di astratto come la galassia; noi se sbagliamo strada e il navigatore ci mette qualche secondo a rielaborare il percorso, ci sentiamo spacciati. 

Insomma vedere il mondo dall’alto !  Un sogno per molti, non per me…

Come me anche uno dei quattro fortunati, l’astronauta Victor Glover ha condiviso messaggi importanti e veramente profondi, durante la missione, sottolineando che, sebbene lo spazio sia incredibile, la vita sulla Terra è altrettanto speciale e merita di essere apprezzata..

Che legnata dallo spazio! 

Che lezione di vita! 

A questo punto vi lascio qualche secondo o anche più per ritornare sulla definizione di Victor Glover! Per ripassare il concetto mettendovi nella sua prospettiva. 

Quello che mi sorprende è che un uomo di scienza come un astronauta all’apice del successo, quando con un dito ha toccato la realizzazione del suo sogno più grande, si sia lasciato andare a commenti tanto semplici quanti romantici, insomma un messaggio di umanità che, parole dette dall’infinito della galassia, crea un eco malinconico e sottile. 

Di cosa sto parlando ?! 

Durante la missione Artemis II, l’astronauta NASA Victor Glover ha condiviso un toccante messaggio dallo spazio, sottolineando come la prospettiva terrestre sia un privilegio e un dono, definendo l’umanità in viaggio su “un’astronave chiamata Terra”. 

Praticamente ha confermato da 406.777 chilometri di distanza dalla terra quanto sia affascinante guardarla da così tanto lontano, e vederla così piccola da farla sembrare una navicella, ma allo stesso tempo, ha sottolineato che il vero privilegio non è guardarla da così tanto lontano, piuttosto viverla e vederla da dentro, come facciamo noi tutti i giorni…

Insomma una prospettiva, che mette in evidenza quanto sia prezioso il nostro habitat naturale rispetto alla desolazione lunare a cui vorrei aggiungere il suo messaggio radio come una testimonianza fantastica..

“  E mentre ci avviciniamo al punto più vicino alla luna e al punto più lontano dalla Terra, mentre continuiamo a svelare i misteri del cosmo, vorrei ricordarvi uno dei più importanti misteri qui sulla Terra, e cioè l’amore.… E quindi, mentre ci prepariamo ad uscire dalla comunicazione radio, continueremo a sentire il vostro amore dalla Terra. E a tutti voi là giù sulla Terra e attorno alla Terra, vi amiamo dalla luna…”

Che parole profonde…

Come si fa a non commuoversi …?!

E a proposito di questo, non so se sia mai accaduto nella storia dell’umanità, di piangere in assenza di gravità…. 

E cosa succederebbe alle lacrime, se non scenderebbero lungo le guance..?!

In effetti una cosa che non ho mai considerato, cosa succede quando si piange sulla Luna ? 

Da quello che so in assenza di gravità niente più ha un peso, un macigno pesa quanto un capello, entrambi sono leggeri…

Ma quanto pesa una lacrima nello spazio?

Sicuramente pesa quanto una lacrima sulla terra, si dice che allontanarsi dal problema rende il problema stesso meno pesante, o meglio più leggero.

Non a caso si consiglia di “ cambiare aria “ per superare un dolore o un momento difficile… 

Cambiare aria e andarsene sulla luna mi pare un po’ esagerato ma, a quanto pare, nemmeno dal posto più lontano in cui l’uomo è fuggito, il problema nonostante l’assenza di gravità ha sempre lo stesso peso…

Ed il caso dell’astronauta Reid Wiseman comandante della missione, che rappresenta una figura centrale nella storia della missione Artemis II, gli astronauti, in rotta verso il loro flyby lunare, hanno scelto di dedicare un cratere senza nome sulla Luna a Carroll Wiseman, moglie del comandante, scomparsa nel 2020 a soli 46 anni. 

Un gesto d’amore che ha superato i confini del nostro pianeta e ci ha insegnato quante cose si fanno, pensando a chi non c’è più .

Quanto pesa portare con sé un fallimento personale, amoroso o professionale.. una condizione che rende la propria vita pesante, giorno dopo giorno. 

Quanto pesa l’insuccesso, o peggio ancora una scomparsa, di una persona cara come il caso del comandante astronauta. 

C’è chi, invece, si porta per tutto il giorno il peso  di un groppone, per ogni singolo passo, per tutta la sua vita… senza mai lasciarlo, senza mai abbandonarlo . 

Ed in altri casi,  per risollevarci ci siamo inventati ogni tipo di alibi, come raggirare l’ostacolo, o addirittura la famosa “ pausa di riflessione” . 

E non è vero che “ cambiando aria “ ci si sente meglio, quando una cosa pesa tanto, anche in assenza di gravità si sente il suo peso. 

Oggi ho immaginato il peso della scomparsa della moglie dell’astronauta, a migliaia di km dalla terra, al peso che portava quell’uomo in una missione sulla luna. 

Pensavo al desiderio di attribuirgli uno spazio, un luogo che potesse ricondurlo a Lei..

Pensavo a come ognuno di noi crei un luogo dove vive chi non c’è più .. 

ognuno di noi ha bisogno di sapere che anche se lontano dai suoi occhi e dalle sue braccia, in ogni istante, sia lì a fare le sue cose. 

Io mi immagino l’avvocato che sistema cose, “ fuori “ come si dice in gergo tra le colline irpine quando gli uomini vanno in campagna… e li tra la natura è Libero per davvero..

Chi invece è nella stanza accanto secondo la lettera di Sant’Agostino sulla morte.

Mia nonna invece secondo mia madre è a casa sua, siamo noi a non poterci andare per motivi materiali. Ma lei è lì, nel suo castello ordinato.

Ognuno dipinge un luogo speciale per chi non c’è più per sognarlo ed immaginarlo felice..

Titino sistema arnesi e restaura mobili antichi in garage, Vito nei suoi ettari di pomodoro, e Raffaele è in sella alla mia moto, sempre con me…

Molti sentono la necessità di sentirsi meno soli pensando ad un Angelo custode, in questo caso l’astronauta può guardare la sua luna e li scovare un cratere ad illuminare le sue notti insonni… una Luna a cui parlare.. a cui sorridere e piangere…

Luogo e data : Cratere Carroll Luna – 7 aprile 2026

Colonna Sonora  ” balliamo sul mondo ” di Ligabue”

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Published by: Emidio Marmora Blog

Un piccolo principe 3.0, quello che ci propone Emidio Marmora nel racconto della sua ricerca personale. Un diario che non segue una cronologia ma il filo lucido e prezioso dei ricordi, delle percezioni, dell'osservazione e della scoperta del mondo, delle persone, dei sentimenti, delle cose. Il protagonista scava dentro se stesso, guardando la sua storia attraverso la "ricomposizione emozionale" delle vite precedenti, maturando una visione del mondo che parte da un paese del sud Italia e abbraccia altre latitudini, sentendosi parte di una complessità affascinante.

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